Economia Vittoria 30/05/2014 20:55 Notizia letta: 3551 volte

Le melanzane? Meglio il macero che il mercato

La rabbia di Mario Incardona
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Vittoria - Più della fame e del valore del cibo può la dignità. Cosi è possibile assistere a rivolte, ribellioni, gesti dimostrativi e simbolici dove rabbia e disperazione si mescolano sino a "violare" quell'antico precetto morale: il pane non si butta mai.
La rivolta isolata, non concertata, dell'imprenditore Mario Incardona che dal suo profilo Facebook rimanda le immagini della distruzione di centinaia e centinaia di melanzane prodotte dalla sua azienda ne è la diretta testimonianza. Ed è cosi che l'imprenditore scrive sul suo profilo: "Amici di Facebook voglio lanciare un appello a tutti e facciamo girare queste foto per fare vedere che fine stanno facendo un anno di lavoro e di sacrifici. La situazione è diventata sempre più pesante e stiamo vedendo la nostra economia morire giorno dopo giorno" sottolinea nel suo post l'imprenditore che già dalla sua bacheca informatica lanciava strali contro i meccanismi tortuosi di un mercato"dopato" e di un sistema di commercializzazione in cui sono imperanti gli interessi della grande distribuzione organizzata.
"L'unica rabbia è la differenza evidente a tutti: il prodotto che viene venduto al mercato a Vittoria al prezzo di 0,20 centesimi di euro lo si ritrova nei supermercati del Nord al costo di 2 euro e 20 centesimi" precisa Incardona annotando per l'ennesima volta il paradosso di un sistema agricolo nel quale al prezzo minimo alla produzione ne corrisponde uno massimo al consumo. Una "forbice" dei prezzi più volte denunciata ma senza che poi venissero ad essere modificate le modalità determinati a tale gap. "Bella storia e nessuno alza un dito. Preferisco così, buttare via tutto anziché portare i miei prodotti al mercato dove ci hanno rubato anche la dignità. Prendono la merce per venderla alla fine al consumatore a peso d'oro" aggiunge l'imprenditore additando le maggiori responsabilità ad una politica miope e distratta, disinteressata.
Il gesto disperato dell'imprenditore ha ovviamente scatenato un vespaio di giudizi, alcuni anche molto critici sulle modalità di scelte della protesta. Ed è lo stesso Incardona a replicare mantenendo ben saldo il senso di una protesta estrema ma necessaria. "A chi mi dice ironicamente che con i quantitativi di melanzana distrutta potevamo farci la parmigiana, rispondo di venirsela a prendere perché anche recapitarla avrebbe un costo non più sostenibile". Insomma, una situazione critica che, stavolta, ha meritato il palcoscenico dei social network. Ed ecco perché la notizia è stata rimbalzata da vari utenti della rete.

La Sicilia

Daniela Citino
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