Scuola Vittoria 28/02/2014 17:37 Notizia letta: 2059 volte

Testamento biologico, riflessioni al Marconi di Vittoria

Parla Luciano Di Natale
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Vittoria - “Il testamento biologico, espressione di libertà o qualcosa di cui aver paura?”. Questo il tema del convegno svoltosi giovedì nell'auditorium  dell'Istituto Marconi su iniziativa della stessa scuola. A partecipare gli alunni delle classi quarte e quinte Ipsia e Ipc.

A discutere con i ragazzi e parlare di testamento biologico è stato chiamato Luciano Di Natale, papà di Sara, una ragazza ragusana di 30 anni che, da dieci, vive in coma vegetativo permanente. Viene tenuta in vita perché alimentata attraverso i tubi e respira grazie ad un apparecchio. “Decidere quando ancora si è in condizione di farlo”, questo il principio portato avanti da Di Natale che  di recente è riuscito, a far creare nella sua Ragusa un “registro per il testamento biologico” istituito presso il Comune. Intanto, comunque, è necessario far capire ai ragazzi, agli adulti ed ai cittadini, in generale, in cosa consiste il Testamento Biologico affinché abbiano poi liberamente la possibilità di decidere.

Ad aprire il convegno la proiezione di un filmato, sintesi di due film che hanno trattato il tema: “E Johnny prese il fucile” e “La bella addormentata”.

Subito dopo, Di Natale ha ripercorso alcune delle storie italiane recenti e più famose: Piergiorgio Welby ed Eluana Englaro. “L'articolo 32 della nostra Costituzione- ha detto Di Natale- sancisce che 'nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario e non può in ogni caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana'. Ogni cittadino, quindi, ha diritto ad una autodeterminazione sanitaria. Ecco perché bisogna decidere prima e metterlo per iscritto: nel testamento biologico è necessario precisare se si vuole, o meno, essere tenuti in vita attraverso l'alimentazione e l'idratazione artificiale. Non sono qui per convincervi a scegliere di non essere sottoposti alle cure che vi garantirebbero una 'vita artificiale', ma per farvi comprendere quanto sia importante avere la possibilità di scegliere soprattutto ora che anche una sentenza della Corte Suprema ha sancito che nessuno può obbligato a subire delle cure. In Italia, ancora, non vi è una legge, ma dopo questa sentenza, risalente al 2008, si  può già scrivere un testamento biologico”.

Ai ragazzi che chiedevano come fare, Di Natale ha spiegato: va compilato seguendo un modulo tipo, che troverete anche sul mio blog (lucianodinatale.wordpress.com) e  poi consegnato ad un notaio. Per ridurre il costo, però, il Comune di Ragusa ha istituito un registro cui il testamento biologico va consegnato in busta chiusa al costo di appena 10 euro”. A partecipare al convegno anche Carmelo Comisi che ha dichiarato: “poiché vogliamo che i diritti individuali debbano essere fatti valere contro ogni forma di paternalismo, lavoreremo affinché l’Amministrazione di Vittoria istituisca il Registro dei Testamenti Biologici”.

Un tema etico importante, dunque, quello affrontato al Marconi di Vittoria, che ha catturato l'attenzione dei ragazzi.  “Abbiamo capito quanto sia importante fare di tutto per tutelare la nostra vita- ha detto Carmen Migliore,  20 anni- e quanto sia essenziale esprimere la nostra scelta. Personalmente penso di optare per non avere imposta alcuna cura”. “E' sicuramente una scelta difficile- aggiunge Alessia Paulello, 18 anni-. Bisogna viverle queste situazioni per capire cosa fare, solo che in quel momento è poi troppo tardi. Per me, comunque, è giusto che sia la persona direttamente coinvolta a decidere”. 

Nadia D'Amato
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