Cultura Vittoria 20/05/2013 22:29 Notizia letta: 4507 volte

Il filosofo Galimberti a Vittoria: Spesso il male di vivere ho incontrato

Un master su genitori e figli
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Vittoria - Le "mal de vivre" della gioventù ha unicamente radici culturali. Nella caduta, ormai totale degli Dei, non c'è più posto nemmeno per superuomini e titani dal volto giovane e dalle menti audaci. Per il filosofo Umberto Galimberti, l'imminente tramonto dell'Occaso ha travolto anche loro. Anzi, soprattutto loro.
"Adolescenti e giovani stanno male e non sanno nemmeno il perché" spiega lo studioso monzese nell'ultima "lectio" del master "Genitori-figli. Istruzioni per l'uso" tracciando il ritratto di una generazione, malata e depressa dove il futuro è avvertito non come "promessa", bensì come "minaccia". "Preferendo, anche a trent'anni, vivere in un assoluto presente piuttosto che affrontare le incognite del futuro" aggiunge Galimberti riconoscendo le cause di ciò nel dirompente nichilismo dell'odierna società "in cui - dice - i valori ormai si svalutano di continuo e dove l'unica cosa che conta è il denaro che come dice Aristotele è solo un simbolo e dunque non produce ricchezza". Ma è possibile uscire dalla situazione? La sua risposta non dà speranza all'uditorio che, principalmente composto da docenti, insegnanti, formatori, è in religiosa attesa di "istruzioni" morali, etiche e comportamentali per frenare la "caduta dei loro giovani dei".
"Non c'è soluzione - spiega Galimberti - fino a quando servi e padroni, un tempo nemici, avranno un comune nemico che è il mercato". Rinunciare al mercato per salvarsi e salvare soprattutto i nostri giovani? Quanti sono disposti a cambiare totalmente rotta, invertire la scala delle priorità e, soprattutto, in Italia, a progredire culturalmente? Un j'accuse all'Italia e ai suoi governi che si è completamente dimenticata di quanto il "nutrimento del sapere"sia il cibo più prezioso nella costruzione del futuro di una nazione. Scuola "affossata" dai governi con la complicità dei suoi stessi operatori. "E' certo che i maestri - dice il filosofo - vanno difesi, altrimenti rischiamo di fare dei nostri figli degli handicappati culturali, ma, via, assolutamente, dalla scuola quei cattivi maestri che confondono istruzione con educazione". E ai tanti "magister" in sala, un po' attoniti e un po' scoraggiati, ed alcuni persino visibilmente "infastiditi" Galimberti ricorda cosa sia l'educazione.
"Educazione - spiega il sapiente prof di Monza - è accompagnare per mano la formazione del sentimento assolutamente necessario a riconoscere la risonanza emozionale di gesti e comportamenti". Una definizione che "riecheggia" come un tarlo mentre nella mente ci si ritrova a fare i conti con una generazione che vorrebbe ritornare ad essere "la meglio gioventù".

La Sicilia

Daniela Citino
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